martedì 26 gennaio 2021

Scontro lungo il fiume

 Cercare il giusto equilibrio di gioco, con un regolamento, non è mai facile, almeno nella mia esperienza. In questo caso dovremmo esserci riusciti,  credo. Ma facciamo un passo indietro. 

Il tavolo da gioco visto dall'alto, gli americani sono schierati sotto, i tedeschi schierati su carta, si attiveranno quando apriranno il fuoco.

L'albergo,  in una fase finale dello scontro.

Vista frontale del caseggiato 'integro.

Ho sempre giocato la seconda guerra mondiale con un regolamento vecchio, ma molto valido, per giocabilità e storicità nel ricreare gli scontri sul tavolo: "Battaglie in miniature" di L. Casali. Unico difetto? Giocare con molte figure diventa un po' complesso e complicato. Ho quindi deciso di adottare un sistema a plotone, che vorrei pubblicare, prossimamente, appena confermato l'equilibrio del gioco. 

Para americani

6 squadre, su 2 plotone. Ogni squadra su 10 figure, con 1 sergente,  1 caporale, una mitragliatrice leggera. Un plotone su 3 ha la una radio.

1 sezione comando con 1 tenente, 2 mg pesanti, 2 mortai, 4 fanti con fucile, 1 radio.

Fanteria tedesca

4 squadre su 2 plotone. Ogni squadra su 10 figure, con 1 sergente,  1 caporale, una mitragliatrice leggera

Sezione comando con 1 capitano, 2 anticarro, 2 mortai, 3 MG pesanti.


Qui sopra i tedeschi dietro la 'casa francese'.











La fanteria americana avanza sui due lati del canneto, un plotone per lato. Presto, sul lato sinistro, cadono sotto il fuoco dietro il muretto a secco. La prima squadra perde 3 figure, ma supera il test di morale e prosegue nell'attacco,  appoggiata da squadra che la segue e dalla sezione comando che, con le mitragliatrici, batte il muretto.




La quadra qui sopra, invece, ferma l'attacco degli americani sulla destra. Infligge 4 perdite senza subirne.


L'unità qui sopra, aggirando il caseggiato integro, colpisce alle spalle il secondo plotone, ma credo avessero dei problemi di 'mira'. Anche se colpiscono alle spalle, non riescono ad infliggere perdite. In compenso perdono 4 figure a causa della terza squadra che, rimesta di riserva, interviene facendo fuoco dalla loro posizione tra l'albergo ed il canneto.  

Ed è in questo momento che capisco di aver vinto! Il dado è con me! 


La squadra qui sopra, perse 4 figure, rompe gli indugi e fugge (abbiamo deciso all'unanimità che non giocheranno mai più).





Liberi dei tedeschi che non ne azzeccano una, le due squadre di destra sono libere di concentrarsi sui tedeschi dietro la casa francese. E, nonostante la resistenza di questa unità,  il peso del numero (3 a 1), li obbliga a scappare. 


 FASI FINALI

Essersi impossessati dei caseggiato intatti, e aver sloggiato il nemico dalla casa francese, obbliga i tedeschi dietro al muretto ad abbandonare la posizione. 

I parà americani avanzano sulla destra prendendo di rovescio le posizioni avversarie. 




Ed è a questo punto che, rischiando il tutto per tutto, i tedeschi portano avanti i rincalzi. Ma ancora una volta il dado mi favorisce (e chi legge sa che non avviene spesso), posizionati dietro il riparo del muretto e delle rovine delle case, gli americani centrando spesso buoni risultati, con il dado. I tedeschi farebbero di meglio con d3, anziché con il d6.



Cancellate 3 squadre avversarie, gli americani si trovano una maggioranza schiacciante. Sono quasi il doppio dei nemici. Ed è cosi che i tedeschi decidono di ripiegare, evitando di sopportare ulteriori perdite, potremmo tornare a combattere questo scenario, ipotizzando un futuro contrattacco.


E con la signora Elvira che ci saluta nella foto qui sotto, vi auguro buona giornata! 

Al prossimo post!



domenica 24 gennaio 2021

L'esercito della Repubblica di Genova alla metà del 700

Credo, con il titolo, di aver detto praticamente tutto. 

Avevo voglia di creare un esercito per ogni  Stato italiano, per il periodo delle due guerre di Slesia (che in Italia conosciamo con il nome di guerra di successione austriaca e di guerra dei 7 anni), e le difficoltà che ho incontrato sono notevoli. Spesso mancano informazioni (per i rgt genovesi non conoscevo i colori delle casse dei tamburi, delle sciarpe degli ufficiali, dei cannoni etc etc), molto più spesso mancano gli eserciti: come quelli pontificio che quasi non esisteva. Delusione.

Comincio le mie ricerche dalla Bibbia sacra dell'uniformologia italiana (almeno così l'ho sempre considerata io), vale a dire "Uniformi militari italiane del settecento" edito da SME di Brandani, Crociani e Fiorentino, e le info raccolte, come anticipato, non sono del tutto complete. Ricorro, un po' sconsolato, a Google, convinto, erroneamente, di non poter aggiungere altro. Poi la sorpresa. Trovo su un blog l'intervento di un iscritto dedicato all'argomento. Ringrazio sentitamente Adorian che sul blog

https://guerrasullealpi.forumfree.it/m/?t=73800884

Non solo tratta diffusamente l'argomento, ma fornisce anche i riferimenti bibliografici. Incuriosito mi metto alla ricerca di "History & Uniforms" n.10, rivista on line a pagamento (circa 4 euro) e la compro. Mi si apre un mondo. Ora ho tutte le informazioni che mi occorrono. Nasce così il mio piccolo esercito della Repubblica di Genova.

               Reggimento Restoni



Reggimento Giacomone Roccatagliata



Reggimento Andergast



Reggimento Geraldini




Reggimento Varenne



Reggimento Jost



Ora mancano solo gli artiglieri, che realizzerò in grigio coi risvolti blu, e i dragoni, in blu e risvolti rossi. Ma prima, credo, passerò ai piemontesi.