mercoledì 20 ottobre 2021

Austriaci e italici

 Quella che mi accingo a raccontare è una partita giocata con mio padre tra austriaci e italici del periodo napoleonico.





Gli austriaci sono enormemente superiori, per numero, agli avversari. Pur considerando che al fianco degli italici ci sono 3 battaglioni di napoletani, e che il Regno schiera ben 3 battaglioni della Guardia, a conti fatti l’esercito austriaco risulta avere, in termini di punti un buon 30% in più rispetto agli avversari.

La voglia di giocare con tutti i pezzi disponibili è però tanta, e in fondo non è detto che chi ha tante figure debba sempre vincere, tanto più che, per riequilibrare le parti, decidiamo di rendere gli italici e i napoletani tutti veterani, così da conferire loro un maggiore valore quando effettuano i test di disciplina.

Ed ecco che la partita ha inizio. 






Gli italiani si concentrano a sinistra , forti di ben 4 battaglioni e 2 batterie, lasciano in riserva i battaglioni della guardia, schierati leggermente più verso il centro. E cominciano così l’attacco al villaggio del sud Tirolo (tipici gli edifici con tetto spiovente , poco credibili come case della pianura padana….). Di fronte si trovano i battaglioni ungheresi, molto numerosi, che manovrano poco e male a causa dello spazio ridotto, e che presto cadono vittime del tiro delle artiglierie avversarie.




Le perdite si fanno subito importanti. I battaglioni tedeschi e quelli ungheresi, schierati su file successive, subiscono l’effetto delle palle piene che, rimbalzando tra i battaglioni, mettono fuori gioco numerose figure. Con l’aggravio del morale dei battaglioni che, subendo perdite per più turni senza infliggerne, comincia a vacillare.

Per fortuna però ci sono gli artiglieri austriaci. Che non azzeccano un lancio di dado. E che quindi sono importanti, ma per l’avversario, che li ringrazia sentitamente.





Per fortuna, sul lato opposto del tavolo, ci sono i cavalieri austriaci. Più precisamente ci sono i dragoni che caricano e disfano i cavalleggeri napoletani, impattano sui fanti del 5’ di linea (sempre di Napoli) e ingaggiano un feroce corpo a corpo, fino a metterli in fuga.





Meno bravi sono gli ussari austriaci che, caduti vittima del cannone napoletano subiscono perdite per due turni successivi e quando affrontano gli ussari nemici… beh, diciamo che non danno brillante prova delle loro capacità. Ma in fondo non li si può biasimare. Sono alla prima battaglia e poi sono soldatini di plastica che affrontano i veterani della Mirliton, in piombo, usciti da mille battaglie. Insomma i due reggimenti si eliminano a vicenda.

Ma al centro gli austriaci hanno ancora tante riserve fresche da gettare nella mischia. I fanti della Wargames Foundry sostituiscono gli ussari nello schieramento, seguiti dai Front Ranking, aprono il fuoco sui leggeri di Napoli e poi li caricano alla baionetta. Forti di una enorme superiorità numerica scacciano gli avversari e rompono il centro avversario. Solo gli artiglieri napoletani riescono a metterli in difficoltà, con un paio di bei tiri li colpiscono infliggendo perdite proprio mentre sono in disordine dopo la carica. E con lo stesso tiro vanno a segno anche sull’unità che segue. Lo sfondamento al centro entra in crisi.




Ma è a destra (destra austriaca) che avviene l’imprevisto. Gli italici continuano a spingere, ma gli austriaci ottengono spazio per dispiegarsi, e i loro artiglieri cominciano a capire come si carica un cannone. Il secondo di linea italico perde tra fuoco di artiglieria e fucileria ben sei figure in un turno, deve ripiegare. Urta il Secondo italico, che testa ed ottiene 1. Clamorosa colpo di scena. 

Un colpo di fortuna direte voi, no, mia moglie che lancia il dado al posto mio, vi rispondo.
E mio padre cede le armi di fronte alla potenza della nuora. Conscio che la cena la prepara Lei, preferisce lasciarle partita vinta. 

Forse non tutti i Generali lo avrebbero fatto, ma i suoceri saggi, si.


lunedì 18 ottobre 2021

Naismith design 25mm

 Per chi non lo avesse ancora capito, mi piacciono i soldatini in 25mm. Quelli in 28mm sono belli, ben scolpiti, incisi benissimo, pieni di dettagli. Ma sono quelli in 25 mm che ho sognato da bambino sui cataloghi, quando internet non c’era, i soldatini non si vedevano in foto, si sognavano sulla base della descrizione. E certe volte prendevamo certe cantonate… a Roma si dice sole, nel senso di fregature. Sognavi figure plastiche, uniformi ben riprodotte ed incise altrettanto bene. E poi, quando arrivavano, dopo un paio di mesi, la parte più bella era la scatolina o la bustina.





E quindi ecco 8 belle figure di persiani della Naismith, 3 arcieri della stessa ditta (di cui uno privo di arco), un greco della Hincliffe ( si vedono le gambe rachitiche, la posa da scoliosi e la tunica rigida? Classico caso di sogno su catalogo e mezza delusione quando ti capita di ammirarlo) e un fromboliere della…della… Qualcuno mi può aiutare? Non so chi lo abbia prodotto. Aiuto!! Grazie!


Coloniali italiani

Ed eccomi ancora a pubblicare le foto della fanteria italiana, realizzata con i fanti della Warlord e della Perry, con, in ginocchio, dipinti con l’uniforme ocra, 12 figure della Empress Miniatures.

E con molta pazienza e l’aggiunta di colla vinilica e scottex, ecco a voi costruite le piume dei bersaglieri e la piuma del Cacciatori d’Africa.





E poi aggiungiamo il comando della fanteria che ho realizzato in passato.



E a questo punto ecco i Cacciatori d’Africa




E, rullo di tamburi, ecco la fanteria e i bersaglieri con l’uniforme post 1890.









Mancano le bandiere, ma non temete, arriveranno!

Airfix H0

Breve momento Amarcord, o nostalgico che dir si voglia. Non so voi, ma io ricordo centinaia di partite giocate con questi soldatini. Ho 43 anni, ma ricordo benissimo quando, da bambino, giocavano con i soldatini di papà, i miei fratelli ed io.







Non so dire quante volte ci siamo litigati i tedeschi, con il loro cannone anticarro, o gli inglesi perché:

“La radio la voglio io!”

Ed oggi, a distanza di tanti anni, finalmente ho potuto ricomprarli. Anzi, li ho comprati, non ricomprati. E mi sono reso conto che, in effetti, non sono belli, non sono ben incisi, ma erano e sono i primi soldatini di papà. E quindi mi piacciono.