Spero che le foto possano rendere giustizia alla bellezza di queste figure, armonici nella postura, plastici e ben incisi. Sono leggermente più piccoli rispetto ai giganti della Vicrix ma perfettamente compatibili con tante figure di molte ditte. Unico difetto la dimensione degli scudi, troppo piccoli per qualsiasi foglio di decals presente sul mercato.
Wargames Italia
domenica 15 marzo 2026
I Liguri in 28mm
Nuovo lotto di fanti per l’evo antico.
Passiamo a quelli che lanciano
Forse i più duttili tra tutti quelli acquistati,i Liguri. Vi consiglio, per approfondire le informazioni su questo popolo, un bel video pubblicato da Evropantiqua
Dedicato all’argomento e ricco di fonti e citazioni.
Sono pezzi sicuramente molto duttili perché possono essere schierati accanto ai cartaginesi nell’invasione dell’Italia, poiché fornirono contingenti mercenari tra L gli altri ad Astrubale, fratello di Annibale, combattendo valorosamente alla battaglia del Metauro (seconda guerra punica), reggendo il centro dello schieramento. Militarono come veliti negli eserciti di Mario, affrontarono le legioni di Roma ben oltre la III° Guerra punica e l’ultimo regno indipendente sparì per morte dell’ultimo sovrano ai tempi di Nerone.
Comunque, venendo a noi parliamo dei pezzi. Prodotti dalla BattleCat Miniatures e stampati in 3D, offrono una gamma di ben 15 posizioni differenti. Nessuno di loro indossa una corazza, prerogativa che pare fosse appannaggio dei soli nobili, preferendo questo popolo un armamento difensivo composto da: elmi di influenza Osca, etrusca, o celtibera (vedi l’elmo montefortino e quello più etrusco con la cresta di crini).
Gli scudi sono invece tipicamente scelti, esagonali oblunghi. Il mestiere è composto da una tunica sopra il ginocchio e sandali tipici delle popolazioni italiche.
Le pose possono essere distinte in 3 gruppi: quelli con lo spada, quelli con le lance e quelli che tirano il giavellotto.
Cominciamo con “gli spadaccini”.
Orano i ragazzi che avanzano e corrono
Nel complesso, direi che il set fornito è veramente molto valido, icone neo e la mancanza di pezzi di comando: mancano insegne, tromba, ufficiali… È anche vero che queste figure possono essere mutuate dagli altri eserciti. Non credo sia sbagliato affiancare a questo contingente un fante italico con tunica ed un elmo Montefortino, Ed una insegna sgraffignata dal set dei celti, oppure un fante corazzato con panoplia greca può diventare un ottimo ufficiale al pari You nobile scelta con cotta di maglia ed il Montefortino o con elmo italico.
sabato 7 marzo 2026
1st Corps Ancient German
Visto e considerato che ho migliaia di pezzi da dipingere, perchè non acquistarne altri per rafforzare un esercito già chiuso? Ma si, facciamo questa follia, anzi, comperiamo una quarantina di Celti e altrettanti Germani.
A mia difesa posso dire che già in passato avevo ventilato questa opzione con me stesso; quando avevo schierato i Celti al fianco dei Cartaginesi, mi ero reso conto di aver bisogno di qualche altra figura per integrare un esercito che, da solo, era ancora poco giocabile. Visto e considerato che, di norma, per me Celti e Germani giocano assieme ho deciso di acquistare un pò di ognuno.
Donnington 15mm: Roman late cavalry
Un piccolo ritorno al primo amore, il 15mm.
I Donnington non mi hanno mai fatto impazzire ma, quando iniziai a creare i miei eserciti antichi, erano, gioco forza, l’unica opzione per alcuni popolazioni. Nessuno produceva gli italici, ad esempio, e la Donnington lo faceva offrendo persino diverse pose per i vari gruppi: Etruschi, Osci, Sanniti etc etc.
Eppure per il tardo impero di Roma le figure della Donnington erano tra le più belle immaginabili. Oltre a ciò permettevano di ordinare le figure anche singolarmente, combinando, secondo le proprie necessità, cavalcature e cavalieri.
Quella che vedete raffigurata è l’ultima unità di cavalleria.
Quasi.
No, non è vero
domenica 1 marzo 2026
Catafratti sasanidi 28mm
Ed altro acquisto fatto più per curiosità che per necessità del mio esercito.
Sta ancora peggio peggiore sono le zampette dei cavalli sottili e delicate sotto il corpo massiccio del cavallo reso ancora più mastodontico dalla presenza della corazza. Risultato del zampette si rompono che è un piacere..
Per il resto, non ho nulla da eccepire sulla qualità dell’incisione la definizione della stampa, la bellezza dei pezzi. Ma quelle staffe incise e ben definite impossibili da togliere perché si rischierebbe di rompere un piede o una gamba alla figura, e ancor di più la delicatezza delle zampe forse un po’ troppo esili per un cavallo “pesante“ mi spingono a dire che il sette è carino, ma potevano realizzarlo meglio
Non sono propriamente soddisfatto di questi otto pezzi. Perché? Molto semplice, la metà dei cavalieri ha la staffa, e questo comporta che non si possono schierare contro i romani. Almeno i romani propriamente detti, certo contro i romani orientali, ovvero i bizantini non ci sono grossi problemi; e nemmeno contro gli arabi! eppure la presenza della staffa solo su metà dei cavalieri mi rende mentalmente difficile collocarli in un periodo storico piuttosto che in un altro.
Diciamocelo francamente, un soldatino è un soldatino, inciso con o senza le staffe probabilmente nessuno se ne accorgerebbe, ma io lo so, e questo mi disturba… anche perché io ho preso otto cavalieri, ma il set ne contempla quattro questo comporta che se mi occorre un esercito Sasanide del tardo periodo solo la metà delle figure è valida, dicasi la stessa cosa per il regno del terzo o IV secolo.
Yusuf Ibn Tashfin
La miniatura l’ho acquistata qui:
Non credo ci sia molto da scrivere: bella, bella, bella!
Dipingerla è stato un vero piacere.
Veramente degno di mensione il panneggio del mantello, curato e ben inciso si adatta perfettamente al cavallo su cui il pezzo va collocato.
La scelta dei colori del vestiario nonconsegue la ricerca storica; non si trovano infatti ritratti di questo personaggio, anzi eroe, della storia araba in Spagna, ho dovuto quindi lasciare al mio buon gusto, sempre che ne abbia, l’abbinamento dei colori.
domenica 22 febbraio 2026
El Cid ed i suoi cavalieri
Come molti altri mi sono trovato a comprare le scatole della Hat, in 28 mm, della serie della Riconquista spagnola. I pezzi, diciamocelo francamente non sono irresistibili, hanno una plastica bastarda e fragile, ma avendoli trovati a tre euro l’una mi sono lasciato prendere e le ho acquistate.
Le scatole offrono tutto quello che occorre, cristiani e arabi, ma i primi mancano della cavalleria. Quindi ho consultato la lunga lista offerta dal buon Maxir ed ho provveduto all’acquisto. I pezzi sono fantastici: basti dire che sul guidone innalzato da Rodrigo Diaz De Bivar campeggia il nome della sua amata, perfettamente inciso e quindi facilmente “pittabile”.
Anche se mi è sorto un dubbio di natura grammaticale, il nome sul guidone comincia con la X mentre invece, sui libri, lo trovo sempre con la J come prima lettera. Misteri dei soldatini!
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