sabato 30 marzo 2024

Fanteria Austriaca di Maria Teresa

Prodotti dalla HAT Industry, scala 54mm, l’idea di realizzarli su battaglioni omogenei è stata frutta di un’indigestione di peperoni. O della follia del momento. Fate voi.
Comunque 24 fanti austriaci, completi di comando e di ufficiale a cavallo, anche se privo del cavallo che non è presente nella scatola, sono stati una grande soddisfazione. Ora devo decidere come realizzare il resto dei settecenteschi. Gli altri 2 battaglioni da 24 della Hat credo che verranno usati per realizzare altrettanti battaglioni austriaci; granatieri e figure di comando, comperati in quantità industriali grazie alle offerte, serviranno per completare le scatole della Armies in Plastic, cosi da ottenere le truppe degli stati italiani, credo. 
Ora devo capire con che materiale e in quali dimensioni realizzare le basette. 









Portoghesi della Warlord

I portoghesi sono stati più un capriccio che una reale necessità. 

Giocare partite ambientate in Spagna non mi ha mai attirato più di tanto, ma l’aver trovato gli sprue della Warlord in offerta (quando ancora erano veramente conveniente, con un prezzo di 1 Euro per 4 o 5 figure) mi  spinse al folle acquisto!
Folle perchè optai per costituire 4 battaglioni, certo non sufficienti per giocare da soli, ma perfetti se schierati accanto agli inglesi; anche perchè ho già un battaglione di Cacadores, i fanti leggeri, che sommati ad un paio di cannoni inglesi (l’uniforme degli artiglieri inglesi e quella portoghese sono identiche) mi permettono di avere un contingente niente male. 

Che aggiungere? Mah, niente. I pezzi sono molto carini, gli ho affiancato i comandi inglesi della Perry che si integrano molto bene. Anche perchè la Warlord ha smesso molto presto di vendere il blister di comando separatamente dalla scatola; questo mi ha obbligato ad una soluzione di ripiego.









Resterebbe la cavalleria, che produce sempre la Perry nella serie in piombo, ma non ho particolare urgenza di procedere all’acquisto. Un pò perchè storicamente i reggimenti di cavalleria portoghese mancavano di cavalli, un pò perchè ho tantissima cavalleria inglese, sia dipinta che da dipingere, in aggiunta… ho tantissima cavalleria da dipingere in assoluto.

Non mi resta che predispormi mentalmente ai prossimi passi: gli austriaci in plastica della Perry Miniatures (fanti e cavalieri) e della Victrix (solo fanti) seguiti a ruota dai 3 battaglioni in piombo della Confederazione del Reno.

domenica 24 marzo 2024

Welcome in the jungle

Titolo che non vuol essere solo una citazione del brano dei Guns N’Roses, ma prevalentemente un invito a guardare la mia giungla.
Riprodurre un ambiente naturale è sempre stato un patema d’animo per me. Crepacci, roveti piccoli ostacoli di qualsiasi natura, su un tavolo da gioco, sono quasi sempre impossibili da replicare. Molto spesso deve essere la nostra fantasia a ricrearli ed immaginarli. Se questo è vero per gli scenari europei fatti da campi coltivati, frutteti, strade di terra battuta o asfaltate, tutte facilmente riproducibili, diviene più complicati per quei terreni ‘selvatici’ e non curati, dove un roveto potrebbe impedire all’unità di dispiegarsi offrendo protezione all’avversario, figuriamoci scenari più complessi come una giungla. Un’ambiente impenetrabile, fitto di vegetazione selvaggia, ma che se posto su un tavolo da gioco tanto fitto non potrebbe essere: viceversa i soldatini dove li metteremmo? E allora cerchiamo dei compromessi, come quelli che vado a proporre. 

Da Tedì, catena di negozi tedeschi, ho comprato degli articoli molto utili grazie all’occhio lunga della mia signora, che li ha adocchiati e me li ha fatti notare.



   Tutto materia che costa da 1 a 4 euro e che se mischiati tra loro, uniti alle palme comperate in Cina in passato, fusi con delle mattonelle di “sottobosco” e delle bustine di piante con fiori bianchi, rossi o sempreverdi, possono… dare vita ad una bella giungla.


Quindi ecco un bel tavolo di giungla con alcune parti impenetrabili ed altre meno fitte (o meglio vuote) dove le unità si possono muovere per cercare ed affrontare il nemico 
Ed ecco il risultato finale. Finale… poi lo sapete bene che alla fine non si raggiunge mai la fine ma solo un buon punto di partenza per il passaggio successivo!!









 

15mm Belgi WWI

Piccola parentesi fuori “dal coro”. Le guide dell’esercito belga in scala 15mm. Prodotti dalla Lancashire Games, fanno parte di quello scambio di figure fatte con mio padre. Hanno dormito negli ultimi 5 anni nelle scatole dei pezzi iniziati e non finiti, e, per onestà, devo dire che probabilmente papà li ha iniziati nel 2014 quando uscirono e questo fa di loro dei veterani trà le figure non completate.

Sono pezzi carini, leggermente più grandi rispetto ai Minifig con cui giocheranno, ma non si può avere tutto.

Ora mi riprometto di completare anche i fanti e poi magari ci potrei giocare…






sabato 9 marzo 2024

Ancora prussiani napoleonici

Tante settimane di assenza dal blog, ma non dal tavolo di pittura. Non volevo pubblicare le foto delle nuove unità prive di bandiere.
Sembra una sciocchezza ma non lo è. Come ho già scritto in precedenza ho comperato i prussiani prodotti dalla Hat presso il rivenditore Steel Model. 
Approfittando dell’ottimo prezzo ne ho prese ben… troppe scatole… ho costituito 3 battaglioni di Jager russi ed ho ora mi sono dedicato ai prussiani. Sono partito in tromba con l’idea di costituire solo battaglioni di fanteria leggera, e mi sono scontrato con l’amara realtà: sarebbero troppi per il mio esercito! Avere 100 fanti leggeri su un totale di 500 fanti mi è sembrato sproporzionato. E non posso nemmeno riciclarli come battaglioni di fucilieri dei reggimenti già costituiti; primo perchè troppo piccoli rispetto alle figure Perry Miniatures, secondo perchè ho già dato loro il verde delle giacche. Che fare? Prendo in mano i libri e studio. Pare, anche se ne dubito, che il 3° battaglione del 27° rgt di fanteria, indossasse la giacca verde dei battaglioni degli Jager del Reiche e del corpo franco dell’Hellwig. Il secondo battaglione, pare, indossasse l’uniforme bianca dei battaglioni della Wesfalia.


Fornisco un link internet per chi vuole approfondire.

E fornisco anche un chiarimento sulle mie perplessità circa l’uniforme. Considerando l’usura che poteva subire il vestiario di un soldato in campagna, la capacità (o meglio incapacità) dell’intendenza di fornire le uniformi provenienti da vari magazzini di ex Regni indipendenti alle rispettive unità operative, e l’afflusso delle reclute provenienti da chi sa quali centri di reclutamento, con che probabilità si poteva parlare di “uiforme”? Basta, non mi pongo più problemi. E non lo faccio nemmeno sulle bandiere che, in teoria non si conoscono, in pratica posso fare come mi pare. Anche forte di alcuni confronti avuti con amici preparati in materia ho deciso di usare le bandiere del vecchio 27° di linea (1806) e due bandiere presumibilmente appartenute (in maniera non ufficiale perchè nessuno gliele aveva assegnate), ad unità di Schutzen prussiani.

27° Reggimento di linea







Schutzen Della Prussia Orientale








Schutzen Slesiani









Schutzen Della Guardia Prussiana